Marco Spagnoli

I intend to live forever. Or die trying...Groucho Marx

Giuliano Montaldo – Quattro Volte Vent’Anni

Poster 'Giuliano Montaldo - Quattro Volte Vent'Anni'

GIULIANO MONTALDO.

QUATTRO VOLTE VENT’ANNI

di

Marco Spagnoli


Guarda il documentario completo su Raicinema Channel


—-

con l’amichevole partecipazione di

Francesco Bruni, Inti Carboni, Paolo Del Brocco, Felice Laudadio, Carlo Lizzani, Enrico Magrelli, Elisabetta Montaldo, Ennio Morricone, Vera Pescarolo,

Marco Pontecorvo, Andrea Purgatori

Durata: 73’

Ufficio stampa

STUDIO NOBILE SCARAFONI

06.69925096/104 – info@studionobilescarafoni.it

Materiali stampa disponibili su www.studionobilescarafoni.it

Crediti non contrattuali

IL FILM

La vita e la carriera di Giuliano Montaldo, uno straordinario cineasta italiano che ha anche svolto in qualità di Presidente di Raicinema un importante ruolo istituzionale. È il ritratto di un grande regista e intellettuale, e al tempo stesso di una figura elegante che ha fatto del cinema la sua passione, come pure un personalissimo strumento di ricerca sul piano civile.

Montaldo inizia come attore e poi grazie soprattutto alla complicità dell’amico di una vita, Gillo Pontecorvo, esordisce alla regia nel 1962 con Tiro al Piccione. Il seguito sarà una lista di titoli indimenticabili come Sacco e Vanzetti, L’Agnese va a Morire, Giordano Bruno, Il Giocattolo, la serie televisiva Marco Polo e più di recente I demoni di San Pietroburgo e L’industriale.

Giuliano Montaldo. Quattro volte vent’anni segue un percorso narrativo intimo del cineasta alla scoperta delle sue qualità artistiche e delle sue esperienze personali. Di questo inimitabile “cineasta e gentiluomo” genovese, lo spettatore potrà godere delle immagini dai set, dei materiali d’archivio insieme a documenti e meravigliose foto private.

Regia Marco Spagnoli

Montaggio Jacopo Reale

Direttore della fotografia Daniele Bertero

Musiche Pivio e Aldo De Scalzi

La canzone dei titoli di coda

Gente di Liguria è cantata da Vittorio De Scalzi

Operatore Marco Pecchinino, Marta Corradi

Fonico Umberto Montesanti

Direttore di produzione Cosimo Cane

Una produzione Madeleine

In collaborazione con Rai Cinema

Prodotto da Carlo Macchitella

Alessandro Passadore

MONTALDO RACCONTA MONTALDO

Roma

La Roma che ho conosciuto io è una Roma che in una serata potevi incontrarvi tutta la gente del cinema. Perché andavi a piazza del Popolo e trovavi Lizzani, Petri, De Santis, Pirro e altri. Poi se ti trasferivi in un ristorante in via della Croce, trovavi Age, Scarpelli, Benvenuti, De Bernardi, c’era Scola e poi c’era naturalmente Monicelli. Poi andavi in via Veneto e potevi incontrare appunto un gruppo più… ristretto: Fellini e i suoi collaboratori, Flaiano.

Il primo impatto con Roma non è stato facile per me. Mentre scendo via Nomentana, vedo un ragazzino, avrà avuto cinque o sei anni, con un triciclo che sta andando giù. E c’erano dei buchi e istintivamente, con la mia voce – allora con una dizione assolutamente cispadana – gli dico: “Bambino, attento, c’è una buca”. Lui si volta e mi fa: “Ahò, fatte li cazzi tua”. Io ho capito che, insomma, dovevo stare molto prudente a Roma.

Federico Fellini

Pochi giorni dopo che ero a Roma un po’ più stabile, mi chiamarono per fare delle letture dei condannati a morte della Resistenza e c’era la Masina che leggeva. Io, confesso, ero molto emozionato e in sala c’era un signore che si chiamava Fellini. Quando è finita la nostra lettura, lui mi viene incontro, abbraccia la sua sposa, la sua Giulietta e poi mi dice: “Giulianino bello, fatti vedere, perché mi piaci come attore.” “Io, guardi, non vorrei fare l’attore, maestro, io vorrei tanto fare l’aiuto regista.” E lui mi fa: “ Ma davvero ? Allora vieni, vieni Giulianino, vieni alla Vasca Navale che sto preparando un film.” Subito, il giorno dopo sono alla vasca Navale e gli aiuti in attesa di essere giudicati erano circa 18. Allora io, dignitosamente, me ne vado. Lo incontro in un’altra occasione circa un anno dopo. Era il tempo in cui Federico faceva un film all’anno, circa. Dice: “Giovannino bello, io non ti ho visto…” “Io son venuto…” “Ma vieni alla Vides, fatti vedere alla Vides la prossima settimana. Vado alla Vides e stavolta erano anche di più, una stanza piena. E dignitosamente, me ne sono andato. Passa un po’ di tempo, lo incontro a via Veneto insieme al mitico Flaiano, mi vede e noto finalmente un leggero imbarazzo. Mi dice, “Ma Giulianino…” “No, maestro, mi scusi, oggi, proprio oggi, ho firmato un contratto. Nella prima clausola è scritto ‘Lei si impegna a non fare l’aiuto regista con Federico Fellini’ e io ho firmato, mi dispiace”. Essendo un uomo molto spiritoso, mi ha preso e abbiamo fatto due giri di valzer sul marciapiede di Via Veneto.

Joan Baez

Avevo il copione in inglese e in italiano di Sacco e Vanzetti ed ero partito per l’America. Incontro per caso a New York Furio Colombo, e gli dico: “Mah, io sto sperando di poter incontrare la Baez.” “La vedo stasera.” “Come?” “La vedo stasera – mi dice Colombo  – a casa sua.” “Ma non ci credo! Io volevo darle il copione di un film con la musica di Ennio Morricone.” “Dammelo”. Colpo di scena. L’indomani mattina  in albergo ricevo una telefonata della Baez che mi dice: “Sono pronta”. Io una cosa così non immaginavo che potesse accadere.

Odio per l’intolleranza

Credo che l’intolleranza sia veramente il male più brutto perché crea non solo violenza, crea distacchi, odi, guerre, omicidi, dolore… e tanto disprezzo.

Simone Signoret e Ingrid Thulin per Agnese va a morire

Quando mi è venuto in mente che si poteva realizzare L’Agnese va a morire, tratto dal romanzo di Renata Viganò, pensavo ostinatamente ad un’attrice però io, ostinatamente, che fosse trainante ma nello stesso tempo di peso come cast. Pensavo a Simone Signoret. Andai quindi con slancio a Parigi per parlarle di questo personaggio, Agnese.

Arrivato a Parigi, lei non c’era. M’hanno detto che era in Normandia, nella sua casa di campagna. Sono andato in Normandia, lei era seduta su una poltrona, faticosamente si alza e mi viene incontro.

“Sono venuto a parlarti di Agnese. L’Agnese va a morire.” E lei mi dice: “Grande romanzo. Bel personaggio, lo conosco. Conosco il libro, ti ringrazio, ma arrivi troppo tardi. Sto male, sto morendo.”

Potete immaginare il mio stato d’animo, la mia disperazione, la mia angoscia in quel momento. Infatti sono arrivato a Roma e ho comunicato ai miei collaboratori: “Credo che il film non si faccia più.”

Però Solinas, sceneggiatore magnifico e amico, mi disse: “Ma non ti paralizzare, c’è una grande attrice che vive a Roma ormai, Ingrid Thulin.”

Ingrid Thulin ? Come, una bella donna ? L’Agnese una contadina delle Valli, ma… “Ti prego, valla a trovare.”

Quando sono arrivato era estate, era a bordo piscina, bella come il sole. Ma ormai ero col copione, non potevo dire “Scusi, ho sbagliato”. Certo, immaginavo che eravamo lontani dall’idea che fosse Agnese. Il giorno dopo m’ha chiamato dicendo: “Io sono Agnese, torni a trovarmi.”

Sono stato a trovarla, era spettinata, struccata… e mi ha detto: “Io andavo in bicicletta con mio padre a pescare dei grandi salmoni. Li portavamo sulle spalle in bicicletta. Guardi le mie mani, guardi i miei piedi. Io sono Agnese.”

M’ha solo chiesto: “Però voglio stare un mese insieme alle donne delle Valli dove è ambientato il film.”

Marco Polo

È stata un’esperienza straordinaria, incredibile. Abbiamo girato in tre continenti. Ma ti rendi conto?

Dato che in ogni episodio venivano cambiati i costumi, attrezzatura, addirittura selle, cavalli, finimenti, scarpe, parrucche… perché ogni episodio cambiava mondo, per arrivare al mondo dei mongoli, avevamo portato la sartoria appresso. Il problema è come dici a un mongolo “Te devi spoglià’”. Finalmente uno accetta. Quando è vestito da guerriero di Kublai Khan, si guarda alla specchio… Gli avevano messo anche un po’ di pelo in faccia… Si guarda, fa un soprassalto. Io ero lì che temevo la sua reazione. E si mette anche in posa da guerriero, fantastico ! Era diventato un guerriero di Kublai Khan. Allora gli altri l’hanno visto e sono tutti andati a vestirsi. In tre ore, 300, 400 soldati di Kublai Khan erano vestiti e 300 sono saliti sui loro cavalli e sono spariti. Spariti! E per due giorni non si sono più visti. Mi è preso anche un attacco, è finito. Poi, improvvisamente, sono tornati tutti, al terzo giorno, tutti. Erano andati a farsi vedere in casa. Non han perso neanche un pelo della barba, avevano dormito così secondo me.

MADELEINE

(Produzione)

Madeleine è la casa di produzione fondata da Carlo Macchitella nel 2007. La società ha co-prodotto, tra gli altri film, Passione di John Turturro e La pecora nera di Ascanio Celestini. Al momento con il regista Italo Spinelli sta completando le riprese di Nuovi Comizi d’Amore, una docu-fiction 50 anni dopo il celebre Comizi d’Amore di Pier Paolo Pasolini.

Filmografia

2012 Nuovi Comizi d’Amore (docu-fiction) di Italo Spinelli

2011 Venti anni (docu-fiction) di Giovanna Gagliardo

2010 La pecora nera di Ascanio Celestini

Passione di John Turturro

La fine è il mio inizio di Jo Baier

MARCO SPAGNOLI

(Regia)

Critico e giornalista cinematografico, nel 2009 ha realizzato il film di montaggio Hollywood sul Tevere presentato nella sezione Controcampo Italiano alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film è stato candidato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Nel 2011 il documentario Hollywood Invasion è presente a Venezia come Evento Speciale in Controcampo Italiano e candidato al Premio Focal per le opere che utilizzano materiali di repertorio. Nello stesso anno il documentario Giovanna Cau. Diversamente Giovane – storica agente dei più grandi nomi del cinema italiano – viene presentato al Festival di Roma nella sezione Extra. Il documentario ottiene inoltre il Premio Speciale dal Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani.

JACOPO REALE

(Montaggio)

Dopo la laurea in Scienze Politiche a Firenze, nel 2008 insizia ad occuparsi del montaggio video attraverso progetti di ricerca ed un corso biennale alla NUCT a Cinecittà. Ultimamente ha firmato il montaggio di vari documentari, spot e cortometraggi. Con Marco Spagnoli ha montato il documentario Giovanna Cau – Diversamente Giovane e lo Spot Province – Storia d’Italia.

PIVIO & ALDO DE SCALZI

(Musiche)

Parallelamente all’attività cinematografica, televisiva e teatrale, dal 1995 Pivio & Aldo De Scalzi lavorano al progetto musicale Trancendental, dedicato alla ricerca sulla musica trance dell’area mediterrranea e medio-orientale.

Aldo ha recentemente completato la produzione di Mandilli del fratello Vittorio (già fondatore dei New Trolls), mentre Pivio ha pubblicato nel 2005 l’album solista Stupid world.

Degli oltre 50 titoli da loro firmati, ricordiamo tra gli altri:

2012 Razzabastarda Alessandro Gassman

Il peggior Natale della mia vita Alessandro Genovesi

2011 Giovanna Cau – Diversamente Giovane Marco Spagnoli

Hollywood invasion (documentario) Marco Spagnoli

The butterfly room Gionata Zarantonello

L’arrivo di Wang Manetti Bros.

C’è chi dice no Gianbattista Avellino

2009 Cavie Manetti Bros.

Hollywood sul Tevere Marco Spagnoli

2008 Si può fare Giulio Manfredonia

2002 Casomai Alessandro D’Alatri

El Alamein – La linea del fuoco Enzo Monteleone

2001 Se fossi in te Giulio Manfredonia

1999 Harem Suaré Ferzan Ozpetek

1998 I giardini dell’Eden Alessandro D’Alatri

Viola bacia tutti Giovanni Veronesi

1997 Hamam – Il bagno turco Ferzan Ozpetek

Giuliano Montaldo alla Casa del Cinema

Giuliano Montaldo

Giuliano Montaldo

Giuliano Montaldo con Marco Pontecorvo

Giuliano e Vera Montaldo