Marco Spagnoli

I intend to live forever. Or die trying...Groucho Marx

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Marco Spagnoli (Napoli, 1970) Laureato in filosofia nel 1995 (Storia delle Istituzioni Sociali e politiche), critico e giornalista cinematografico, da oltre diciotto anni si occupa di cinema e di spettacolo per diverse riviste cartacee e su Internet. Condirettore di Primissima Trade collabora a Il Giornale dello Spettacolo, Primissima, Cinema & Video International, Nick, Vivilcinema, DNews, La Rivista del Cinematografo, Robot e Fantascienza.com. Scrive dall’Italia per la rivista tedesca di Cinema, Blickpunkt Film. Ha collaborato in passato anche con Tv Sorrisi e Canzoni, Il Venerdì di Repubblica, Novella2000, Gioia, Dvd World, RockStar, New Age, Acid Jazz, Numéro Beaute, Il Cinemotore, Cinema.it e The Guide. E’ stato responsabile del settore cinema per Time Out - Roma e per il Canale Cinema del portale Internet della Rai. E’ il Direttore Artistico del Galà del Cinema e della Fiction in Campania, degli Italian Dvd Awards e del Premio Golden Graal. Vicedirettore del Festival di Bari – Per il Cinema Italiano 2009 e 2010, è stato selezionatore e Vicedirettore del Festival di Taormina per le edizioni 2005 e 2006 e Vicedirettore del RomaFictionFest2007. Membro del Comitato Esperti del RomaFictionFest2008 e 2009 è consulente della Casa del Cinema di Roma. Attività di consulenza che in passato ha svolto anche per il Festival Terra di Siena diretto da Carlo Verdone, per il Festival OST2008 di Reggio Emilia, per il Festival di Ragusa, per l’Italian Film Festival di Malta, per il Future Film Festival di Bologna e il Genova Film Festival. Ha pubblicato: La vita è un gioco fatto di centimetri – Conversazioni con Oliver Stone (Reality Book), E’ bello essere Re – Le migliori battute dai film di Mel Brooks (20th Century Fox Home Entertainment), O, Lucky Malcolm! - Conversazioni con Malcolm McDowell e Match Points: Conversazioni con Woody Allen (Aliberti), Tim Burton: Anatomia di un regista cult (Memori Libri), Marilyn Monroe: Come una candela nel vento (StudioUniversal), Big Night – 75 anni di Oscar e Alberto Sordi – Storia di un italiano (AdnKronos Libri), Groucho Marx – Se mi sposi non guarderò mai più un altro cavallo; Leonard Cohen – Le mie canzoni sono come le Volvo durano trent’anni e Dediche d’autore (StampAlternativa), Napoli 1799 e Parigi 1815 (Edizioni La Città del Sole – Istituto di Studi Filosofici di Napoli). Ha curato i contenuti speciali per una serie di Dvd prodotti e distribuiti da Istituto Luce, Medusa, Fandango e 20Th Century Fox Home Entertainment. Ha ideato e diretto il film di montaggio Hollywood sul Tevere presentato in anteprima mondiale nella sezione Controcampo Italiano della Sessantaseiesima Edizione della Mostra del Cinema di Venezia. E’membro dell’Accademia del David di Donatello.

Il Consolo di Orsola Severini

Orsola ha trentaquattro anni, due figli piccoli, una bella casa ai Parioli, un lavoro part-time per stare dietro alla famiglia, un grosso cane e una vita apparentemente perfetta.

Nonostante una ferrea educazione femminista e comunista, la sua realizzazione maggiore è essere madre, lo ha sognato sin da quando era bambina e le sono piaciute talmente tanto le sue due gravidanze precedenti da aver convinto il marito a lanciarsi in una terza.

Solo che, alla prima ecografia dopo le fatidiche dodici settimane, qualcosa si spezza: la traslucenza nucale del feto mette in rilievo una forte anomalia, tanto grave da dare come possibili esiti un aborto nei mesi successivi o una morte dopo la nascita.

Quello di Orsola, se mai dovesse nascere, non sarà mai un bambino con una vita normale. Da questo momento per lei e il marito Marco inizia il calvario di chi in Italia sia costretto o voglia abortire, tra obiettori di coscienza, strutture inadatte, la mancanza totale di supporto e informazioni.

In un paese in cui abortire è ancora una colpa che neanche il privilegio può lavare, Orsola affronta il lutto della propria imminente perdita ricordando il padre, morto da poco, medico calabrese comunista eccentrico e solidale, la cui mancanza nelle dolorose settimane di avvicinamento all’aborto è ancora più evidente.

Il consólo – ovvero l’offerta di cibo alla famiglia del defunto – è qui sia quello della famiglia calabrese dopo il funerale del padre, sia quello di chi attraverso la scrittura cerca di rimettere insieme i pezzi di una vita che si è smontata e su cui pesa lo stigma di una società cattolica e giudicante.

Una storia vera, una denuncia potentissima a sanità e società italiana, che condannano le donne a rimanere sole di fronte a una scelta, comunque, dolorosa e irreversibile.

Il consolo di Orsola Severini

Poster ‘Fellini – Io sono un Clown’

Intervista su Fellini – Io Sono un Clown

Trailer ‘Fellini – io sono un clown’ su Netflix

Fellini – Io sono un Clown al Marché di Cannes con Raicom

Al Marché di Cannes: Fellini – Io sono un Clown di Marco Spagnoli con Peter Goldfarb montato da Jacopo Reale e musiche di Max Di Carlo voce di Neri Marcorè

Il Coraggio del Leone apre il Biografilm 2021





Il Coraggio del Leone con Anna Foglietta incentrato sull’ultimo Festival di Venezia apre il 17° Biografilm Festival il 3 giugno
(Bologna 4-14 giugno 2021)
 
RS Productions – Gruppo Rolling Stone Italia – presenta il documentario per il cinema interamente dedicato al coraggio dell’edizione del Festival
 
Roma, 31 maggio 2021 – Gli ultimi giorni della 77ma Edizione della Mostra di Arte Cinematografica sono al centro della produzione di RS Productions: il documentario “Il Coraggio del Leone” ha come protagonista lo sguardo privilegiato della madrina del Festival 2020, Anna Foglietta, sulle ultime giornate dell’evento storico che si è concluso con grande successo il 12 settembre scorso. Il documentario diretto da Marco Spagnoli aprirà ufficialmente la XVII edizione del Biografilm Festival a Bologna nella serata di pre-apertura il 3 giugno in anteprima mondiale.
 
 
Tra le principali protagoniste del panorama cinematografico e teatrale del momento Anna Foglietta, che è anche produttrice associata del progetto, spiega “Volevamo offrire agli spettatori uno sguardo inedito e dietro le quinte del lavoro e dell’impegno professionale del più antico Festival del mondo in un’edizione unica come non ce ne sono mai state prima e, speriamo, non ce ne saranno altre. Questo in un momento storico molto difficile per la nostra industria in cui era fondamentale potere dare un segnale di speranza al mondo intero.”
 
La città di Venezia con la sua bellezza e il suo fascino avvolge il racconto che segue l’interazione di tutte le persone che hanno reso possibile la Mostra, a partire dal Presidente della Biennale Roberto Cicutto e dal Direttore Artistico Alberto Barbera, a dispetto da quanto accaduto, ma – soprattutto – ci permette di incontrare professionalità altrimenti sconosciute che costituiscono la spina dorsale di un evento che da novanta anni rappresenta la bandiera dell’industria cinematografica internazionale.
 
“Questa storia unica di Venezia nel 2020, il suo incontro di speranze e coraggio, di culture e di grande cinema, di glamour e fascino era qualcosa che sentivamo di dover raccontare.” Spiega Pietro Peligra, CEO di RS Productions “Oggi l’Italia è un mercato maturo per iniziative di questo tipo e per un racconto sempre più internazionale.” Conclude Peligra che ha affidato la regia del progetto al tre volte candidato al David e vincitore del Nastro d’Argento Marco Spagnoli, basandosi su un soggetto originale della redazione di Rolling Stone. Il film sarà presentato in anteprima nella sezione Art & Music del Biografilm Festival.
 
“Siamo onorati che un Festival importante come il Biografilm Fest abbia scelto il nostro film come titolo di apertura. Lo consideriamo come un racconto di speranza sulla resilienza del cinema e della cultura nei confronti delle avversità di questa epoca.” Commenta Spagnoli.
 
Produttori associati sono la stessa Foglietta con la sua società Blue One, Daniele Orazi con la sua DO Cinema e Andrea Zoso. La fotografia è di Niccolò Palomba (Enrico Lucherini – Ne ho fatte di tutti i colori: The Italian Jobs), il montaggio è di Jacopo Reale (Walt Disney e l’Italia – Una storia d’amore, Cecchi Gori – Una famiglia italiana) e le musiche sono del musicista italo-americano Max Di Carlo.
 
IL CORAGGIO DEL LEONE – Sinossi
Il Documentario si pone l’obiettivo di mostrare agli occhi di tutti gli spettatori come il Festival Cinematografico di Venezia (Venezia 77), evento internazionale di primaria importanza nel mondo del cinema, non si sia arreso e caparbiamente sia stato realizzato, a dispetto del mondo intorno, del Covid-19 e della grande incertezza che domina la situazione globale. Lo sguardo privilegiato su questo evento è quello di Anna Foglietta, una delle principali attrici italiane, che – pur affrontando in maniera elegante il ruolo glamour di madrina del Festival – non perde di vista quella concretezza e quella profonda umanità che la fanno amare dal pubblico del nostro paese.

TgR Sardegna su riprese Spazio Italiano

Spazio Italiano – International Teaser Trailer

La Repubblica su Cecchi Gori

Oggi su La Repubblica, Antonio Dipollina scrive di ‘Cecchi Gori – Una famiglia italiana’.

Cecchi Gori – Una Famiglia Italiana su Sky Arte e On Demand

Cecchi Gori – Una famiglia Italia su Il Quotidiano del Sud

Backstage ‘Primo Levi – Questo è un uomo’

Iniziate le riprese di ‘Spazio Italiano’

Il nostro Papa su Raiuno il 23 dicembre raccontato dalla Repubblica edizione di Genova

Premio Speciale Cinema & Storia ai Nastri d’Argento DOC

Marco Spagnoli e Francesco Micciché

Intervista per Il Quotidiano del Sud di PierPaolo Mocci

Gian Ettore Gassani sul suo nuovo libro ‘La Guerra dei Rossi’

Hollywood sul Tevere @ Una mattina in Italia

Intervista alla Regina degli Scacchi

Intervista a Anya Taylor-Joy

di Marco Spagnoli

@marco_spagnoli

Quattro anni fa in occasione dell’uscita di Split di M.Night Shyamalan ho intervistato Anya Taylor-Joy la superlativa protagonista de La regina degli scacchi prodotto da Netflix.

Rileggendola oggi si capiscono già molte cose di un’attrice dal talento immenso inserita in una storia potente e travolgente.

“Quando ho letto la sceneggiatura mi era stata già offerta la parte. Ovviamente non puoi dire che sì a M.Night Shyamalan. Poi, però, quando mi sono davvero messa a studiare il copione, sono rimasta senza parole per la sua capacità di sciogliere tutti i fili alla fine del racconto.” dice l’attrice Anya Taylor-Joy.

Il successo internazionale di Split si deve, ovviamente, anche a lei. Una giovane attrice perfetta nel ruolo della prigioniera di un enigmatico uomo dalle personalità multiple che ha conquistato il Box Office in Italia e negli USA, riportando il regista M.Night Shyamalan al successo del passato ottenuto con titoli come Il Sesto Senso, Unbreakable e The Village.

Anya, di madre anglo spagnola e di padre scozzese – argentino è l’ultima di sei figli. Cresciuta tra Miami e l’Argentina, nel 2017, la Taylor-Loy apparirà in Thoroughbred, la storia di un’ amicizia burrascosa tra due adolescenti di periferia, che vede protagonisti anche Olivia Cooke ed il compianto Anton Yelchin. Recentemente è apparsa in Barry di Vikram Gandhi, al fianco di Devon Terrell, presentato in anteprima al Toronto International Film Festival. Ispirato a fatti realmente accaduti, Barry esplora il momento in cui un giovane Barack Obama, studente del college in una nuova città, cerca di trovare la sua strada, consolidando un rapporto con una compagna (interpretata dalla Taylor-Joy), interrogandosi su temi come razza, cultura ed identità. Ha da poco completato le riprese del thriller psicologico Marrowbone, il debutto alla regia di Sergio G. Sanchez, che narra la storia di quattro fratelli che, paura di essere separati dopo la morte della madre, si nascondono nella loro fattoria abbandonata, le cui vecchie mura nascondono un segreto terribile. Recitano nel film anche Mia Goth, George Mackay e Charlie Heaton.

Nel 2016, la Taylor-Joy ha ritratto il personaggio del titolo in Morgan di Luke Scott, un thriller fantascientifico prodotto da Ridley Scott interpretato anche da Kate Mara, Paul Giamatti, Toby Jones e Boyd Holbrook.

In Split il suo personaggio stabilisce immediatamente un’empatia con il pubblico…

Sì, perché per me sia lei che tutte le persone che la circondano sono ‘reali’. Esseri umani che potremmo tutti incontrare e quindi per me era importante che il pubblico si sentisse immediatamente coinvolto. Volevo che gli spettatori amassero Casey, perché anche io la amo a dispetto del fatto che – inizialmente – possa risultare un po’ fredda per i motivi che, però, saranno rivelati nel corso del film.

Possiamo considerare quella di Casey, per quanto anomala ed estrema, una sorta di ‘educazione sentimentale’?

L’idea che qualcosa del genere possa accadere è orribile, ma è proprio questo elemento a rendere affascinante una ragazza che decide, a tutti i costi, di salvarsi da sola senza aspettare di essere salvata da qualcuno. E’ una superstite che vuole sopravvivere a tutti i costi anche questa volta. E’ finita in trappola e anche se proviene da una gabbia, vuole salvarsi.

E’ un messaggio anche rispetto alla violenza sulle donne?

E’ vero, la nostra è un’epoca di donne forti che devono reagire contro qualsiasi forma di violenza. E’ un film in linea con un tempo in cui le donne sanno di dovere e potere fare da sole.

Quale qualità ammira di Casey?

Ammiro la sua intelligenza: adoro la sua capacità di capire quello che avviene in una stanza e quali equilibri di potere si stanno manifestando. Io, a differenza di lei, sono molto impulsiva.

C’è anche qualcosa de ‘La bella e la bestia’?

Mentre le corazze di entrambi: vittima e carnefice vengono giù, qualcosa di differente emerge e li avvicina. Certo restano molto diversi, ma è proprio quando lei, anziché diventare ‘invisibile’ si mostra davvero, ecco che la sua bellezza interiore brilla e cambia le cose. Casey ha un istinto di sopravvivenza molto sviluppato e la sua vulnerabilità e parte della sua forza e della sua voglia di vivere. E’ una ragazza molto complessa.

Lei è giovanissima: quale attrice vuole diventare?

Vivo con grande intensità il mio lavoro e nutro sin da piccola una grande passione per la recitazione: spero soltanto di avere la possibilità di continuare a recitare in progetti così importanti e coinvolgenti.

Monica Nappo è Adele Faccio Ne Il Segno delle Donne

Monica Nappo è Adele Faccio nella puntata de Il Segno delle Donne montata da Marco Monardo, prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in onda martedì sera alle 21.10 su Raistoria. La regia è mia

Martedì 27 ottobre 2020 alle 21.10 su Rai Storia, Adele Faccio, militante del Movimento di Liberazione della Donna e deputata del Partito Radicale dalla seconda metà degli anni ’70, alla quale si deve la promulgazione della Legge 194, rivive con l’interpretazione di Monica Nappo nella quarta puntata de “Il Segno delle Donne”, docu-fiction storica coprodotta da Rai Storia – Anele che, attraverso le intervistate dalla storica e critica d’arte Rachele Ferrario, racconta sei donne italiane che nel Novecento hanno lasciato un segno profondo nella storia culturale, politica e sociale del nostro Paese. Monica Nappo farà rivivere il carattere tenace di una delle attiviste più importanti del suo tempo e che si è distinta per l’impegno profuso nella lunga battaglia per la liberalizzazione dell’aborto, rispondendo alle domande di Rachele Ferrario sempre con parole realmente usate in lettere, diari, colloqui con giornalisti e discorsi pubblici portati alla luce dagli autori, con la consulenza della storica Silvia Salvatici. Per ripercorrere le tappe della sua vita e della sua carriera, anche immagini inedite provenienti dagli archivi di famiglia, filmati di repertorio e testimoni illustri, come il segretario particolare di Adele Massimo Gazzè, Emma Bonino, Francesco Rutelli, la storica Paola Stelliferi e l’ex Parlamentare del Partito Radicale Gianfranco Spadaccia. Adele Faccio, classe 1920, filologa di formazione e ribelle per passione, è stata tra le prime propugnatrici del diritto all’autodeterminazione delle donne e convinta sostenitrice della disobbedienza civile come l’arma più forte per il riconoscimento dei propri diritti. Da piccola, quando sua madre diceva “siete dei ribelli!”, per lei quella parola significava orgogliosamente “due volte belli”. Staffetta partigiana nella lotta contro il nazifascismo, all’inizio degli anni ‘50, a Barcellona, si unisce alla Resistenza antifranchista catalana diventando editrice di una rivista clandestina. In prima linea nella battaglia contro l’aborto clandestino, il suo fondamentale attivismo ha portato alla promulgazione della Legge 194, grazie alla quale oggi l’interruzione di gravidanza non è più né un reato né un rischio di vita per le donne. Per ottenere questo risultato, non ha esitato a farsi arrestare. Adele Faccio è riuscita a stare al fianco dei politici pur restando indipendente ed è stata un’antesignana di un femminismo che andava al di là del genere e che lasciava le donne libere di essere madri e di esserlo con o senza un compagno. Dopo Margherita Sarfatti interpretata da Sonia Bergamasco, Ondina Valla da Eleonora Giovanardi, Vera Vergani da Matilde Gioli e Adele Faccio con il volto di Monica Nappo, la serie, in 6 puntate da 50 minuti ciascuna, ogni martedì alle 21.10 su Rai Storia, prosegue successivamente con Chiara Lubich con quello di Anita Zagaria (3 novembre) e Lalla Romano con quello di Pamela Villoresi (10 novembre). Rai Cultura presenta Il Segno delle Donne, una co-produzione Anele e Rai Storia, realizzata da Anele. Prodotta da Gloria Giorgianni. Soggetto di Gloria Giorgianni, Massimo Favìa e Andrea Martelli. Testi di Mariangela Barbanente, Laura Bernaschi e Dario Sardelli con la collaborazione di Rachele Ferrario, Andrea Martelli, Marco Spagnoli, Daniele Pini. Consulenza storica di Silvia Salvatici. Regia di Marco Spagnoli (Adele Faccio, Ondina Valla, Vera Vergani) e Andrea Martelli (Chiara Lubich, Lalla Romano, Margherita Sarfatti).


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